Tavola II
Zophobas morio
superworm — verme gigante della farina
Dall'alto: larva giovane, larva matura (lo stadio noto in commercio come “superworm”), pupa e coleottero adulto.
Nome correntemente in uso nell'allevamento e nella letteratura sull'entomofagia; tassonomicamente Zophobas morio è sinonimo minore di Z. atratus (Fabricius, 1775), nome valido per priorità.
Tempistiche del ciclo vitale
A 25–28°C, temperatura ottimale di allevamento riportata in letteratura.
Ovale, bianco, circa 1,7 × 0,7 mm. Una femmina depone diverse centinaia di uova nel corso della vita, fino a oltre 2000 secondo alcune fonti.
Corpo cilindrico segmentato, capo fortemente sclerificato, fino a 5–7 cm. Attraversa numerose mute non fissate in letteratura in un numero preciso.
A differenza della tarma della farina (Tenebrio molitor), la larva di Zophobas resta bloccata in questo stadio finché vive in colonia affollata: è la densità stessa a inibire la metamorfosi — da cui il commercio la vende viva indefinitamente come “superworm”.
Isolata dal gruppo, la larva si immobilizza a forma di “C” (prepupa) in circa 6 giorni, poi completa la muta a crisalide in altri 7. La pupa è bianco-crema e immobile; l'adulto sfarfalla più rapidamente a 29°C.
Coleottero ovale, elitre nero-brune con fini striature longitudinali. La riproduzione è concentrata nelle prime settimane di vita adulta.
L'innesco della metamorfosi per isolamento è il tratto che più distingue l'allevamento di questa specie da quello della tarma della farina: separare l'esemplare dalla colonia, non un tempo fisso, è ciò che avvia la pupazione.