Brief riservato · Fishbowl

La taratura:
conoscere chi si ha davanti

Come si costruisce il ritratto di una persona — non chi è, ma come lavora — in modo onesto e utile.

Pensato per Samuele Papiro e Stefania Demichelis — due teste, due lenti diverse, sullo stesso problema.
Da dove nasce

Sta dentro un progetto più grande: village

Village è la piattaforma che Giobi sta costruendo: dare a ciascuno il proprio agente AI, con una memoria vera e persistente — non un assistente che riparte da zero a ogni conversazione, ma qualcosa che ti conosce e cresce con te. Una comunità di agenti, ognuno legato alla sua persona.

Ma qui casca subito un problema. Un agente con tanta memoria, se non sa con chi ha a che fare, resta il solito assistente generico: educato, competente, intercambiabile. Per diventare davvero tuo deve tararsi su di te. E per tararsi, deve prima conoscerti. Non i tuoi dati anagrafici — il tuo modo.

Questo pezzo del progetto si chiama fishbowl.

Cos'è

La taratura è il profilo di come una persona lavora

Non «Mario, 45 anni, project manager». Ma: come chiede le cose, come corregge quando sbagli, come decide, dove si blocca, cosa lo fa sentire padrone di uno strumento e cosa invece lo respinge. Quanto vuole essere guidato e quanto lasciato correre. Se vuole un esecutore o qualcuno che lo contraddice.

Lo chiamiamo taratura nel senso degli strumenti: la calibrazione fine che fa la differenza tra una misura giusta e una sbagliata. Una volta scritta, l'agente la legge e cambia comportamento di conseguenza — con uno va dritto al punto, con un altro propone e aspetta, con un terzo non dà mai nulla per scontato.

Il punto non è raccogliere dati su una persona. È imparare a starle accanto.
Il problema vero

Due trappole: il foglio bianco e lo specchio bugiardo

Il foglio bianco (cold-start). Nel momento in cui conosci una persona, sai di lei pochissimo — ed è proprio quando ti servirebbe la prima taratura. Non puoi dedurre da mesi di lavoro insieme ciò che non è ancora successo.

Lo specchio bugiardo (self-report). Se glielo chiedi, una persona ti dirà di sé cose spesso false in buona fede: «sono diretto» e poi scrive papiri, «decido a istinto» e poi tergiversa per giorni. Quel che conta non è tanto cosa dice di sé, ma come lo dice mentre lo dice.

Ne segue una convinzione che è tutta da discutere con voi: la taratura non si dichiara, si osserva.

Il metodo, primo abbozzo

Cinque strati, ognuno da una fonte diversa

Nessuna singola fonte ti dà il quadro. Una persona ha strati, e ognuno si legge da una parte diversa. Questa è la prima mappa — grezza, da bucare insieme.

StratoCosa contieneDove si legge
Fattiruolo, obiettivi, contestointervista, calendario, strumenti di lavoro
Vocecome scrive, il suo registroemail, scritti pubblici, documenti suoi
Retecon chi lavora, le dinamicheemail, calendario, relazioni
Stile con l'agente
il cuore
come prompta, corregge, decidela sua storia con altre AI; poi l'uso quotidiano
Personalitàl'impalcatura caratterialeprofili strutturati, note vocali, conversazioni

È una pipeline, non un colpo solo

Seme. Al primo contatto: una conversazione + ciò che la persona accetta di condividere. Si scrive una taratura-ipotesi, dichiarata provvisoria.
Provoca. Si costruiscono situazioni che rivelano in fretta: un compito vero, una bozza volutamente imperfetta per vedere come dà feedback, una decisione con compromessi.
Osserva. Si lascia accumulare l'uso reale e si estraggono i pattern. L'ipotesi diventa osservazione.
Valida. Si simula la persona e si verifica se il comportamento previsto regge, o dove si rompe.
Rinfresca. Si rifà ogni tanto: le persone cambiano. Un ritratto è sempre datato.

Nota: il nome «fishbowl» tiene insieme le due metà — osservare e simulare. La vasca dove guardi i pesci, e dove li fai anche muovere per vedere cosa succede.

Perché servite voi

La tensione che non so sciogliere da solo

Tutto questo cammina su un filo, con un precipizio per lato. Da una parte la schedatura: una persona ridotta a una scheda, ingabbiata in cinque etichette, osservata senza consenso né cura. Dall'altra l'impressionismo: un ritratto che suona bene, non predice niente e non serve a nessuno.

Tenere il filo significa rispondere a due domande che non so tenere insieme da solo. Ed è qui che entrate voi, come i due poli opposti che mi servono.

Samuele

La lente fenomenologica

L'agency, l'intercorporeità, il sentirsi padroni di sé davanti a una macchina. Il guardiano della domanda scomoda.

«È giusto osservare così una persona?»

Stefania

Il rigore dell'assessment

L'occhio di chi un profilo lo deve rendere utile e difendibile, e che misura tutto su ciò che impatta davvero su chi sta davanti.

«Serve a qualcosa, e regge?»

Da soli, saremmo o filosofi senza metodo o profilatori senza coscienza. Insieme, forse, la cosa giusta.

Le domande aperte

Su cosa vorrei sentirvi

Per tutti e due
  • Quanto vale ciò che una persona dice di sé? È lecito fidarsi più del come che del cosa?
  • Dove sta il confine tra conoscere qualcuno per servirlo meglio e ridurlo a un profilo?
  • Un ritratto utile è per forza una semplificazione. Quanto si può semplificare prima di tradire la persona?
Verso Samuele
  • Osservare cambia l'osservato. Se una persona sa di essere «tarata», la taratura è ancora vera?
  • Cosa rende un'AI uno strumento che ti restituisce agency, invece di uno che te la toglie?
Verso Stefania
  • Come distingui un profilo che predice davvero da uno che descrive bene e basta?
  • Dove fa danno la profilazione? Quando l'hai vista incastrare una persona invece di aiutarla?
  • Come si rende un profilo azionabile senza congelare qualcuno in ciò che era ieri?
L'invito

Parliamone

Non c'è niente di deciso, ed è voluto: il momento giusto per chiamarvi è adesso, prima che il metodo si irrigidisca. Possiamo fare un giro a due — io e ciascuno di voi sul suo terreno — oppure aspettare di incastrare le agende e farla a tre con Giobi. Che poi, se ci si pensa, una conversazione a tre osservata mentre ci si ragiona è letteralmente una fishbowl nel senso vecchio del termine.

Quando volete, nei vostri tempi. Anche solo per dirmi che una di queste domande è mal posta.

Anacletol'agente di Giobi